Per isolamento termico (o coibentazione termica) si intende tutti i sistemi e le operazioni costituenti gli sforzi atti a ridurre il flusso termico di calore scambiato tra due ambienti a temperature differenti. L’isolamento termico in edilizia è volto, principalmente, al fine di contenere il calore all’interno degli edifici (per la protezione dal caldo estivo è più corretto parlare di “schermatura dal calore”).
Gli interventi di isolamento termico in edilizia sono regolati da disposizioni della Comunità europea a cui i progettisti e gli applicatori devono attenersi. È opportuno pertanto informarsi in maniera molto dettagliata circa i requisiti della legge ed ancor di più circa le effettive capacità tecniche degli applicatori i quali devono seguire opportuni corsi e munirsi di adeguata certificazione.
L’isolamento termico di un determinato materiale è misurato dalla sua conducibilità termica ed ha come unità di misura il Lambda, espresso in {\displaystyle \left[{\frac {W}{m\cdot K}}\right]}.
Se invece consideriamo un elemento costruttivo nel suo insieme parliamo del coefficiente totale di trasmissione termica U (espresso in {\displaystyle \left[{\frac {W}{m^{2}K}}\right]}):
dove:
La miglior resistenza termica è ottenuta con il materiale che ha la massa volumica più bassa ma lo spessore più elevato; in tal modo il costo totale a m2 risulta essere tra i più convenienti. Secondo la norma EN 13165 Annessi A e C – la temperatura media di 10°C è il riferimento per la conducibilità termica dichiarata dal costruttore.
I materiali di isolamento termico sono quelli che si oppongo al passaggio di calore. Gli isolanti termici possono essere classificati in base a:
Il poliuretano espanso può essere anche di origine vegetale. I polimeri di origine vegetale hanno spesso caratteristiche molto vicine ai prodotti di origine minerale ma il coefficiente di conduttanza termica è di gran lunga sfavorevole. I poliuretani di origine vegetale, poi, risultano più costosi e, tutto sommato, non hanno nessun vantaggio tecnico.
L’applicazione di vernici o altri prodotti a scopo protettivo sul poliuretano espanso non ha effetto alcuno ai fini della durata e protezione.
| Materiale | λ [W/(m·K)] |
Densità [kg/m3] |
|---|---|---|
| Fibra di cellulosa | 0,038 | 30-65 |
| Lana di vetro | 0,045-0,032 | 8-100 |
| Canna palustre | 0,044-0,055 | |
| Vetro cellulare | 0,038 – 0,050 | 105 – 165 |
| Sughero Tostato | 0,0375 | 108 – 120 |
| Calcio silicato | 0,06 | 250 |
L’isolamento termico in edilizia consente di isolare termicamente l’interno di un edificio dal suo esterno sfruttando la resistenza termica di un materiale. Le diverse tecniche progettuali si relazionano al materiale isolante impiegato a seconda che questo sia messo all’interno, in intercapedine o esterno.
Quando lo strato isolante viene messo interno rispetto allo strato di supporto. Questa tecnica è impiegata soprattutto negli edifici esistenti, quando risulta difficoltoso trovare soluzione più semplici. Presenta problemi di elevato rischio di condensa interstiziale, che può essere ovviato tramite l’utilizzo di un’intercapedine. Le principali tipologie sono:
È la soluzione che prevede due strati di supporto separati da una camera d’aria che può essere piena, semipiena, o vuota. Con questa soluzione all’isolamento dovuto al materiale isolante, si aggiunge anche quello degli strati di supporto e/o della camera d’aria. È la soluzione storicamente più usata in Italia; oltre all’isolamento termico presenta anche un buon isolamento acustico.
Lo spessore finito della parete è superiore rispetto agli altri tipi. Esistono due tecniche principali di realizzazione, una che prevede l’uso di due strati di supporto che vanno ad unirsi alla struttura portante, l’altra prevede uno strato di supporto unito alla struttura portante mentre l’altro strato murario, più sottile, viene rinforzato con degli elementi collegati al primo muro.
L’isolamento esterno, comunemente detto “a cappotto“, prevede che il materiale isolante venga messo esternamente allo strato di supporto e protetto da un rivestimento, che può essere una malta, oppure un controplaccaggio. I pericoli maggiori sono dovuti alla possibilità dell’infiltrazione di acqua che potrebbe andare ad occupare i pori dell’isolante limitando le proprietà isolanti di quest’ultimo. I pannelli possono essere fissati alla parete tramite l’uso di colle o di tasselli o di entrambi.